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Emidio
Mastrangioli, Artista pittore sulmonese,
nasce
nel 1988 a Popoli, ma risiede ed opera
tra
Sulmona e Roma.
Sin da piccolo si percepisce in lui una particolare vena
artistica, dimostrando soprattutto un’incredibile
predisposizione per il disegno, sprigionando il suo
“estro” perfino sui banchi di scuola.
Intorno ai dieci anni prova un profondo interesse per la
musica, privilegiando soprattutto la pianola.
Durante
gli anni scolastici delle scuole medie superiori, a detta di
alcuni professori, non è un ragazzo che rende molto, ma viene
definito dagli stessi: << E’ piuttosto timido,
riservato e molto spesso tra le nuvole>>.
Altro
che tra le nuvole! Emidio sin da allora aveva scoperto
la sua vera vocazione, e così, apprezzato per le sue innate
doti artistiche, solo i professori più sensibili lo
incoraggiarono ad intraprendere la strada da lui già
prescelta, e consigliandogli di iscriversi all’Istituto
d’Arte della sua città, dove il giovane Mastrangioli appena
dopo tre anni, dopo un periodo di convalescenza dovuta a
motivi di salute, sentì la necessità di abbandonare
definitivamente gli studi per dedicare e consacrare la propria
vita all’Arte.
Ma torniamo indietro di un anno. Durante l’estate del 2003 Emidio
visita al Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio una
personale di un’artista romana, Marisa Muzi.
I
due artisti, di età molto diverse, fecero conoscenza. (In
seguito strinsero una profonda amicizia professionale)
Cominciarono a scambiare battute e discorsi sulla pittura,
quando infine Mastrangioli tirò fuori una sua opera
mostrandola alla Muzi, la quale essa ne rimase colpita
soprattutto dall’impatto visivo. Questa è una prova che già
dai primi lavori riusciva ad introdurre nelle sue opere grande
forza cromatica ed espressiva.
L’anno seguente, a sedici anni, Mastrangioli
avventuroso come sempre, compie desideroso il suo primo
viaggio a Roma, affascinato da sempre dalla capitale per il
suo patrimonio artistico.
Durante lo stesso anno per le strade della sua città incontra
un altro suo collega, anch’egli maggiore in quanto all’età,
Nunzio Di Placido, il quale, rimasto
colpito dalla forza espressiva di Mastrangioli nel
concepire le opere e nella sua tenacia del pensiero e del
lavoro artistico, lo volle invitare a visitare e frequentare
il suo atelier. Emidio accettò con gran piacere la
proposta, ma, essendo un’anima tormentata ma libera, anche
qui resistette ben poco, appena quattro mesi.
Dopo
questo breve, ma intenso periodo, si sentiva abbastanza carico
e pronto per affrontare definitivamente il difficile mondo
artistico.
Nel dicembre 2005 fu invitato ad esporre alcune sue
opere presso il foyer del teatro “Maria Caniglia”
di Sulmona.
Così Mastrangioli allestì una piccola esposizione in
contemporanea alla presentazione del libro “Ragione e
passione” del noto critico d’Arte Vittorio Sgarbi
ed in questa occasione il giovane artista fu avvicinato dal prof.
Paolo Tontodonato (Responsabile Cultura Regione Abruzzo)
il quale a sua volta ritenne opportuno presentare l’artista
al critico.
Dal 2006 al 2008 prosegue il percorso della formazione
artistica da autodidatta. Continua, pur soffrendo molto
interiormente, a dipingere forsennatamente paesaggi e
soprattutto nature morte con eccezione di qualche
autoritratto. Inoltre prosegue a sperimentare tecniche, stili
e leggendo continuamente libri e manuali d’Arte. Era
alla continua ricerca di uno stile personale ed unico: ‘riuscire
a fondere tradizione, contemporaneità ed arte = vita’.
Tra il 2008 e il 2009 la sua ricerca lo spinge verso l’informale
segnico, divenuto di fondamentale importanza per
arricchire il suo stile figurativo, ma soprattutto quel
particolare cromatismo precedentemente ricercato.
L’esperienza della pittura informale e segnica
attraversata in questo periodo aiuta Mastrangioli ad
evolversi ulteriormente nella ricerca figurativa che può
dirsi matura.
Le sue opere che seguono offrono un linguaggio più originale.
La sua pittura diventa personalissima. Pur essendo ancora
molto giovane, questo è il periodo in cui
si avverte l’evoluzione del suo stile, che si può definire
completo.
I caratteristici oggetti da lui raffigurati, tra cui
bottiglie, pacchetti di sigarette, posaceneri, ecc., diventano
così le sue continue muse ispiratrici.
Il “tratto”, come se fosse inciso nella tela, può
presentarsi come un’entità più complessa e caratteristica.
Si tratta di un “segno” discontinuo ma autonomo e proprio
per questo dotato di nuove valenze allusive e di imprevedibili
capacità evocatrici.
Mastrangioli è un caso a parte nell’ambito
dell’Arte. Non è il consueto artista, che segue le mode o
tendenze del momento. Esso sente l’Arte, avverte la pittura,
la
vive e vive per essa. E’ vero! Sperimenta. Ma bisogna fare
ciò, bisogna scavalcare le idee, i pensieri e trovare nuove
strade personali di comunicazione nell’Arte.
Emidio Mastrangioli essenzialmente non lo si può
collocare in una precisa corrente artistica, è un
‘solitario’ nell’Arte. Preferisce seguire un suo
originale percorso fatto di ricerca, tradizione e di
rappresentare in chiave figurativa le più intime
inquietudini, che possono essere le problematiche della società
contemporanea.
Si può definire uno stile nuovo, che ha a che fare con il suo
tormento per l’antico, come espressione della sua volontà
di aver trovato una nuova cifra personale
nell’Arte.
Queste sue opere dalle linee alterate, sono considerate il
sigillo stilistico dell’artista, che lo rendono nettamente
distinguibile e riconducibile a sé stesso.
Mentre dipinge, egli si immobilizza, a volte gesticola, si
agita, insomma si lascia coinvolgere in modo morboso dal
processo creativo. Padrone del proprio destino, è alla
continua ricerca di idee, ma senza lasciarsi influenzare.
Nelle sue opere si avverte il suo rintocco dell’anima,
rivelato con penetrante ed aggressiva sensibilità nei suoi
lavori.
Generoso e disponibile nel suo piccolo, riserva però un
carattere irrequieto ed a volte introverso ed autodistruttivo.
La personalità di Emidio colpisce ed affascina anche
per quel tanto di sfuggente e di magico che lo caratterizza.
In un suo aforisma cita: <<Per me l’Arte stà nel
saper fare Arte>> e inoltre afferma: <<A me
interessa il contenuto del quadro, analizzando il suo
significato, la negatività o anche positività che può
emanare l’opera stessa>>.
Alcune sue opere fanno parte di collezioni private nazionali
ed estere.
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