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Emidio Mastrangioli nelle sue opere sperimenta
composizioni di elementi appartenenti al vissuto quotidiano.
Questa serie di “nature morte”, intrapresa dal pittore peligno, appare carica di rimandi antropomorfi e
connotazioni esistenziali.
Le silhouettes delle bottiglie,
dei pacchetti di sigarette vuoti e del bicchiere si
stagliano sul piano coperto dalla tovaglia, corrugata e molle, assumendo sembianze che ricordano figure umane.
Come
visti attraverso una percezione alterata dall’alcool,
questi elementi antropizzati sono immersi in un’atmosfera
squallida che sa di stantio: un senso di degenerazione
ricorda le ambientazioni del periodo tra le due guerre
mondiali, pregne di desolazione umana.
Mastrangioli cerca nell’Arte un antidoto all’aridità
esistenziale dei nostri tempi.
Il suo sguardo creativo e la
sua abilità tecnica mirano a sdrammatizzare la pesantezza e la vacuità esistenziali. La radice comune dei titoli di
queste opere, 'Natura viva', ne è una conferma>>. (Cinzia Curini)
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